MONDIALI…TZE’

questo è vecchio, lo condivido con voi, soprattutto con quelli che ancora non si sono cimentati…sperando di farvi venire voglia di provare!

Il 2012 ha visto Riccione ospite dei Campionati Mondiali di Nuoto Master.

Un’occasione così non te la lasci scappare, non hai velleità di vittoria, ma di partecipazione sì!

Così a marzo inizi a valutare che gare fare:

questa no, questa no, questa no…

bene, l’importante è partecipare, ma se non hai i tempi base…

La manifestazione prevedeva infatti dei tempi limite per ogni gara e per ogni categoria di età, se non stavi nel tempo, non potevi partecipare.

Tralasciamo il fatto che il tempo prestabilito fosse un’autodichiarazione, e quindi alle gare si sono visti più NT ( no time, perché se arrivavi oltre il tempo limite non eri in classifica) che tempi regolamentari,

io comunque non avevo nessun tempo, nemmeno per gli 800, e di andare a fare una gara per non entrare nemmeno in classifica, non ne avevo proprio voglia.

Poi guardo bene il programma gare:

3000 metri in mare la domenica, tempo limite: NOVANTA MINUTI

Ora, non nuoterò fortissimo, ma 90 minuti a fare un 3000 ce li metto a gambe rana a tavoletta!

E acque libere sia.

La preparazione atletica dite?

Non so, non rispondo. Ho nuotato.

Non chiedetemi come, non toccavo l’acqua salata dalla scorsa estate e in vasca tanti mille, da sentirsi come una pallina da ping pong.

Quello che mi ha divertito di più sono state le reazioni dei compagni di triathlon prima e i commenti dei nuotatori da vasca il giorno della gara.

Il triatleta quando gli dici cosa vai a fare:

c’è obbligo di muta??

No amore, è una gara di nuoto, altro che muta, non puoi usare nemmeno il costumone se non è omologato fina!

Il triatleta pronto alla partenza:

pronti via, i nuotatori partono nuotando, il triatleta, visto che si tocca, parte correndo.

Ad un certo punto, dopo tre batterie partite così, il giudice arbitro prende il microfono e urla:

QUESTA NON E’ UNA GARA DI TRIATHLON!!! E’ UNA GARA DI NUOTO! VI SQUALIFICO TUTTI SE CORRETE!

Il triatleta quando si accorge che le batterie sono da meno di 100 persone per volta:

ma come, non si parte tutti insieme? E la tonnara? E le botte? E le spinte?

Il triatleta quando deve mettere il chip:

no triatleta, lo devi mettere al polso non al piede!! ( giudice gentile)

l triatleta non capisce fino a quando gli fanno notare che qui non ci sono tappetini per il passaggio, ma solo il castello di arrivo che devi sfiorare con una mano, e non con il piede.

Il triatleta quando gli dici: NIENTE OROLOGI NIENTE BRACCIALI SOLO CUFFIA OCCHIALINI E COSTUME

Ecco,non mi lasciano tenere il Garmin perché sanno che il percorso non è davvero 3000 metri e hanno paura di contestazioni (?)

Il triatleta poi entra in acqua, tira due schiaffoni al vicino, parte in scia a qualcuno, si fa la sua gara, controlla il tempo con il Garmin (ah, no, non ce l’ho il Garmin, me lo hanno fatto levare! ) aspetta le classifiche e si va a fare un lungo il bici.

Poi c’erano i nuotatori. Quelli da piscina.

Alla partenza arrivano con il costumone omologato, la cuffia di silicone e la depilazione integrale.

Ti accorgi che non sono nuotatori da mare quando:

scambiano la corsia usata come cordone di partenza per la corsia direzionale della gara.

si chiedono dove sono le piastre per la partenza

vanno in paranoia alla ricerca delle boe alle quali devono girare intorno sperando di poterci virare sopra

non riescono a capire la polemica delle batterie da 80 persone che partono dalle 7 del mattino alle 4 del pomeriggio

rivanno in paranoia quando l’organizzazione fornisce le cuffie per la gara ….DI STOFFA

non capiscono che necessità ci sia di scriverti numeri su tutto il corpo

Ma soprattutto, ti accorgi che sono nuotatori da piscina quando, all’arrivo, la fortissima principessina degli M35 in vasca si lamenta in maniera furiosa perché alla partenza:

“una stronza mi ha toccato gli occhialini e un’altra mi ha dato un calcio”

(giuro, la stronza non ero io)

E poi c’ero io: con il costumino rosso con su scritto “io me la tiro” la tristezza da triatleta per essere in batteria “solo” con altre 50 ragazze e la paranoia della cuffia di stoffa da nuotatore da piscina.

Orgogliosa dei miei numeri scritti sulla pelle ( li ho tenuti tre giorni!), stizzita per un tempo che non è il mio perché effettivamente hanno sbagliato qualcosa nel cronometraggio e nelle classifiche. Esperienza da ripetere, anche se effettivamente dopo avrei fatto volentieri un lungo in bici…

Invece sono andata a sfondarmi di birra con i miei compagni di viaggio …

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