2013: Traversata Pella-Orta, Il racconto di Nonno Giulio

Traversata Pella-Orta 2013
 

Al termine della manifestazione che mi ha fruttato la seguente medaglia d’oro con allegato “buono acquisto” destinata al 1° classificato della categoria “MENO GIOVANI”, intendo ringraziare con queste mie considerazioni tutti gli Amici che, con molto affetto, continuano a preoccuparsi e a sostenere il decano della Squadra.

Alle 10 mi presento all’organizzazione per ritirare il pacco gara e, parlando con la segretaria, esprimo il desiderio di ripetere i risultati della precedente edizione in cui fui premiato per la mia tenera età pur essendo arrivato quint’ultimo.

Poi si prosegue con la vestizione e l’attesa della partenza densa di consigli, incoraggiamenti, auguri vari degni di un gruppo veramente affiatato e finalizzato ad attenuare la mia tensione che devo sprizzare da ogni poro …. Sono consapevole di essermi allenato tutta la scorsa stagione in piscina prima per fare gli 800 SL a Fossano e poi per il tanto agognato nuoto in acque libere (sono arrivato a percorrere ogni mattina 2000/2100 metri in 60 minuti!). A causa del “fuoco di S. Antonio”, mi è però venuto a mancare il previsto allenamento a Sharm dove avevo a disposizione una laguna di 3.000 m, senza onde e con perfetta visibilità del fondale.

Infine, al suono della sirena parto con il primo gruppo (boa rossa) e, per 200 m circa nuoto con calma per prendere il mio ritmo, rimanere nelle retrovie ed evitare manate e/o pedate. Bracciata dopo bracciata mi avvicino serenamente all’isola di S. Giulio; all’improvviso mi accorgo di non avere più concorrenti alla mia sinistra e mi assale una strana sensazione analoga a quella che avevo provato da ragazzo quando un banco di nebbia mi colse di notte mentre volevo raggiungere un rifugio alpino al chiarore di una torcia elettrica. Come allora così adesso vado in panico, respiro affannosamente e cerco di reagire: provo a fermarmi ma mi investe un compagno che nuota a dorso, mi stendo a dorso io stesso ma mi sembra di roteare velocemente con una luce accecante negli occhi, mi rivolto e abbraccio la boa. A questo punto inizia un colloquio tra la barca di appoggio e me che riporto per sommi capi:

“ti senti bene”

“no! Non riesco a respirare”

“aspettaci veniamo, ….. Sali a bordo, anzi la tiriamo su noi”

Quando sono a bordo del gommone mi lamento e non posso accettare il ritiro perché mi sono allenato seriamente in piscina. Uno dei due soccorritori mi risponde in modo professionale: ”è un attacco di panico, non è questione di allenamento perché, in caso contrario non sarebbe arrivato a questo punto della gara! Pensi a Federica Pellegrini”. Mi invita poi a sedere sul bordo del gommone ed a rilassarmi.

Dopo alcuni minuti la barca deve spostarsi per il sopraggiungere dei primi del secondo gruppo e i miei soccorritori mi invitano a riprendere il nuoto promettendomi di tenermi sotto controllo. Con entusiasmo riprendo a nuotare gli ultimi 500 m fino all’inizio del percorso ad imbuto che conduce al traguardo. Un secondo attacco di panico mi fa sbandare come un ubriaco in un corridoio buio e litigo con le boe laterali fino a quando mi accorgo di essere al loro esterno in acqua bassa.

L’incaricato mi aiuta a sedere a bordo lago e annuncia il mio arrivo alla segretaria che esclama: “Ecco il più anziano! E questa volta, come può constatare egli stesso, non è più il quint’ultimo!”

Rinfrancato da questa voce amica, esco dall’acqua e barcollando, ma sorretto da nonna, raggiungo i compagni preoccupati della mia salute ed insieme a loro attendiamo la premiazione.

Grazie Squadra!

A questo punto della cronaca dovrei fare un commento a caldo ma i pensieri mi frullano vorticosamente per la testa: da un lato sono soddisfatto per aver ultimato una gara disertata dai miei coetanei; per contro, sono sconcertato per aver fallito psicologicamente una bellissima impresa. In realtà, in questi ultimi anni ho concentrato tutti i miei sforzi per migliorare la tecnica e la forma fisica anche se minata dagli acciacchi dell’età. Infatti mi rendo conto di aver trascurato l’importante componente psicologica sempre presente in ogni attività sportiva. Con calma cercherò di venirne fuori sicuro del vostro prezioso contributo.

Con affetto.

Nonno Giulio.

 

Ai seguenti link potete trovare i risultati completi e le foto della manifestazione. Alleghiamo i risultati Vivisport:

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